Una nuova forma
È lo stesso D'Andrea a definire questi testi con il nome di
Osservazioni Civiche Introversiche — una formula che unisce
l'indagine interiore a un'attenzione radicale verso le tensioni della società.
Una definizione programmatica, che discende direttamente dal suo movimento di
pittura introversica radicale: se sulla tela l'immagine nasce
da un'immersione nell'inconscio, nella parola tale immersione diventa
gesto drammaturgico e civile.
Le OCI nascono da un'osservazione della società condotta da dentro —
attraverso una sensibilità che non separa l'individuo dalla collettività,
ma li fa vibrare all'unisono. La voce che parla non si limita a descrivere
fenomeni sociali: li percepisce nelle loro risonanze intime, li filtra attraverso
solitudini, desideri, fragilità, incontri impossibili.
Immagini che condensano il paradosso dell'esistenza contemporanea.
Civiche perché si rivolgono alla comunità umana.
Introversiche perché nascono dall'inconscio come matrice sensibile e simbolica.
Non è teatro nel senso tradizionale del termine. Non è un monologo, non è una conferenza,
non è una performance. È qualcosa che non aveva ancora un nome —
e ora ce l'ha.