Qualcosa rimase.
Qualcosa fu tolto.
Qualcosa non disse mai nulla.

C'è un momento in cui la parola si ferma. Non per mancanza di voce — ma perché nessuna parola sarebbe abbastanza. Perché il silenzio, a volte, contiene più verità di tutto ciò che si potrebbe dire.

Tacque nasce da quella soglia. Da quel punto esatto in cui l'uomo moderno, immerso nel rumore di sé stesso, si trova improvvisamente di fronte a qualcosa che non si lascia misurare, catalogare, condividere.

Il vero scandalo non è ciò che si mostra.
È ciò che si rifiuta di essere visto.

Una performance civica poco ironica, a tratti ermetica, tanto esistenziale. Un viaggio intimo e sarcastico nel cuore della nostra epoca — quella in cui tutto è spettacolo, tutto è pretesa, tutto è visibile. Tranne l'anima.

Con uno stile che fonde filosofia, teatro e poesia, D'Andrea colpisce con leggerezza e affonda con precisione — denunciando senza accusare, ridendo senza sminuire, confessando senza vergogna.

"Tacque" è un atto laico di resistenza intima. Un invito alla fragilità. Un gesto che non si capisce subito. Ma resta. Come un sogno a metà.

Osservazione
Civica
Introversica

È lo stesso D'Andrea a definire questi testi con il nome di Osservazioni Civiche Introversiche — una formula che unisce l'indagine interiore a un'attenzione radicale verso le tensioni della società. Una definizione programmatica, che discende direttamente dal suo movimento di pittura introversica radicale: se sulla tela l'immagine nasce da un'immersione nell'inconscio, nella parola tale immersione diventa gesto drammaturgico e civile.

Le OCI nascono da un'osservazione della società condotta da dentro — attraverso una sensibilità che non separa l'individuo dalla collettività, ma li fa vibrare all'unisono. La voce che parla non si limita a descrivere fenomeni sociali: li percepisce nelle loro risonanze intime, li filtra attraverso solitudini, desideri, fragilità, incontri impossibili.

Immagini che condensano il paradosso dell'esistenza contemporanea. Civiche perché si rivolgono alla comunità umana. Introversiche perché nascono dall'inconscio come matrice sensibile e simbolica.

Non è teatro nel senso tradizionale del termine. Non è un monologo, non è una conferenza, non è una performance. È qualcosa che non aveva ancora un nome — e ora ce l'ha.

Gli Artisti

Alessio Negro, attore internazionale, nel ruolo di Tacque

Alessio Negro

Attore Internazionale · Tacque

Presenza silenziosa. Corpo scenico che precede ogni parola, che sa già prima che si dica. Sul palco, Alessio Negro è figura muta e simbolica — un contrappeso vivo al rumore del mondo, un silenzio che si muove, che valuta, che ricorda.

Attore internazionale, porta in scena ciò che la voce non riesce a dire.

Maurizio D'Andrea, artista internazionale e scrittore, nel ruolo di Parlacque

Maurizio D'Andrea

Artista Internazionale e Scrittore · Parlacque

La personificazione della parola che non sa più tacere. Autentico ma fragile, portato da un bisogno compulsivo di dire, chiarire, raccontare — una parola lanciata nel caos contemporaneo, sorretta dal silenzio intelligente.

Artista internazionale, scrittore, ideatore delle OCI e del movimento di pittura introversica radicale.

Voci dal silenzio

Tracce di ciò che — forse — accade sul palco.

Come se il pensiero, una volta spogliato del suo corpo, perdesse senso. Come se la coscienza si rifiutasse di essere archivio.

L'inconscio non è uno schermo. È una caverna. E non si entra con le luci accese.

Siamo pieni di voce, ma senza suono. Ci muoviamo per essere visti, non per incontrarci.

Quando il rumore finisce, ci accorgiamo che non siamo mai stati liberi — solo distratti.

Solo nel tacere l'Essere si mostra. La parola serve a nasconderlo; il silenzio a lasciarlo accadere.

La liberazione non vuole vendetta. Vuole aria.

Abbiamo narcotizzato l'inconscio. Gli abbiamo tolto il buio, il silenzio, l'irrazionale. Abbiamo fatto un'iniezione di pixel nei sogni.

Prima Rappresentazione

Data
Ora
Luogo Montelupo Albese (CN)
Sede Sala Polifunzionale
A seguire Incontro con gli artisti e aperitivo
Ad Invito  ·  Ingresso

Per rinuncia o informazioni:
dandreart.info@gmail.com